Effetti positivi dell’attività fisica – Parte 1 “Effetto sulla muscolatura negli sport aerobici”

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È ormai evidente come l’attività fisica, soprattutto se abbinata ad una giusta alimentazione, sia uno degli elementi capaci di apportare diverse modifiche positive nel corpo definite nel loro insieme proprio come “cambiamento di composizione corporea”.

Il livello di queste trasformazioni, però, dipende dal tipo di sport praticato e dall’intensità dello stesso. Infatti un’attività di medio-bassa intensità e lunga durata manterrà soprattutto un buon livello di dimagrimento e di capacità di respirazione cellulare. Questo tipo di cambiamenti sono propri di chi si dedica, ad esempio, al ciclismo, allo sci di fondo e alla maratona.
Un’alta potenza nel breve arco di tempo, il tipo di sforzo effettuato, ad esempio, da chi solleva regolarmente pesi in palestra, porterà invece ad maggior incremento della funzione cardiocircolatoria, nonché della forza muscolare.

Vedremo ora questi cambiamenti in dettaglio, concentrandoci in questa prima parte su ciò che avviene a livello muscolare quando ci si dedica regolarmente agli sport di resistenza.

1) Innalzamento del livello di mioglobina nei muscoli impegnati costantemente nell’allenamento.
La mioglobina è una proteina legante l’ossigeno e atta al suo deposito. Avere quindi un’alta percentuale di questa molecola significa possedere un buon sistema aerobico che recluta ossigeno più efficientemente.

2) Miglior capacità di immagazzinamento ma, soprattutto, di ossidazione dei carboidrati (glicogeno).
I muscoli subiscono queste particolari modificazioni quando sono sottoposti soprattutto ad un allenamento aerobico (Hollosky J., et al., 1977). Gli sport di resistenza, come già detto, tendono a far migliorare la capacità di ossigenazione delle cellule muscolari stesse. Di conseguenza, ciò porta ad una maggior abilità del muscolo stesso di ottenere energia mediante consumo di ossigeno, poiché lo sforzo reiterato nel tempo porta all’inevitabile aumento anche della sua potenza aerobica (VO2max).
Ciò dipende dagli adattamenti che l’esercizio comporta nelle cellule muscolari: crescita del numero e della dimensione dei mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule (Holloszy J., 1967), nonché aumento dell’attività e del numero degli enzimi coinvolti nel ciclo di Krebs e nel sistema di trasporto degli elettroni (Holloszy J., 1967). È bene ricordare, infatti, che questi ultimi due processi sono alla base del processo di produzione di energia in ogni cellula del corpo umano.

3) Innalzamento del livello di ossidazione dei grassi, soprattutto (ma non solo) negli esercizi e negli sport di alta resistenza. Nelle persone molto allenate questa caratteristica è fortemente sviluppata, e porta il secondo vantaggio di ridurre di conseguenza l’uso dei carboidrati come fonte energetica (Jansson E. et al., 1977), “risparmiandoli” a scapito dei grassi, stimolando di conseguenza dimagrimento.
Questa capacità dipende da vari cambiamenti causati dallo sport quali l’aumento intramuscolare del deposito di trigliceridi, una maggior cessione di acidi grassi liberi nel sangue (pronti per essere utilizzati), ed infine una più alta disponibilità ed attività enzimatica atta proprio a questa funzione.
Bibliografia:

Holloszy J., Effects of exercise on mitochondrial oxygen uptake and respiratory enzyme activity in skeletal muscle, in J Biol Chem, 1967, vol. 242, p. 2278 ss;

Holloszy J., Rennie M.J., Hickson R.C., Conlee R.K., Hagberg J.M., Physiological consequences of the biochemical adaptations to endurance exercise, in Ann NY Acad Sci, 1977, vol. 301, p. 440 ss;

Jansson E., Kaijer L., Muscle adaptation to extreme endurance training in man, in Acta Physiol Scand, 1977, vol. 100, p. 315 ss;